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Il mondo dell'omeopatia Studi, ricerche ed articoli scientifici, di volta in volta, la promuovono, la attaccano, la difendono, ne raccontano pregi e virtù: parliamo dell'omeopatia, apripista - per numero di pazienti - fra le discipline mediche olistiche, contraddistinte da un approccio totale verso il paziente. Che viene, infatti, considerato nella sua interezza, come unicum inscindibile di anamnesi, affetti, traumi, stile di vita, condotta alimentare...
Tacciata dalla comunità scientifica di provocare esclusivamente un effetto di tipo placebo e, parallelamente, valorizzata dall'alto grado di soddisfazione dei pazienti che si affidano ai suoi rimedi, l'omeopatia viene fondata agli inizi dell'Ottocento dal medico tedesco Friedrich Hahnemann, che la basa sul principio dei "similia similibus curantur", cioè sulla terapeuticità della somministrazione di sostanze in grado di provocare sintomi analoghi a quelli della patologia da cui è affetto il paziente. Questo principio, cuore della disciplina, è presente nella sua denominazione grecizzante, frutto della fusione di Omoios, cioè: 'simile', e Pathos, ovviamente: 'malattia'.  | | La terapia - considerando la malattia una conseguenza dello squilibrio energetico interno della persona, sul quale riesce ad innestarsi un agente esterno (virus, batteri etc.) - non vuole sopprimere i sintomi patologici, ma risvegliare la "Lebenskraft" (ovvero: 'energia vitale') dell'individuo, stimolando la capacità di reazione ed "autoguarigione".
La specie floreale Aconitum Napellus come analgesico, la Thuja nordamericana per combattere le artrosi, l'Antimonio contro etilismo, la Belladonna per cefalee, infiammazioni locali e febbre, i fiori gialli dell'Arnica per i dolori muscolari e i traumi: ecco alcune delle frecce presenti nel popolatissimo arco della medicina omeopatica, che le utilizza in maniera personalizzata sul paziente, il quale, perché la terapia risulti efficace, dovrà rispettare la posologia e alcune regole di assunzione: i farmaci, normalmente in forma di granuli o globuli, devono essere assunti lontano dai pasti per via orale e sciolti lentamente nella zona sub-linguale, evitando accuratamente il contatto con le dita, cosa che potrebbe modificare la struttura molecolare della medicina. |
Da evitare tassativamente, inoltre, contestualmente alla cura, l'assunzione di sostanze in grado di annullarne gli effetti: the, caffè, tabacco, canfora, aromi e menta (compresa quella presente nei dentifrici). Da limitare, infine, alcolici e stimolanti.
Ad affidarsi alla naturalità e alla filosofia di questi rimedi, in Italia, sono circa otto milioni di persone, che fanno accaparrare al nostro Paese il terzo posto in Europa, dopo Francia e Germania, nel mercato dell'omeopatia. Questa disciplina, nonostante la carente informazione presso i cittadini, i diffusi pregiudizi e i molteplici articoli scientifici che, a partire dal saggio firmato Jacques Benveniste e pubblicato sulla rivista "Nature" nel 1988, l'hanno ripetutamente demolita, mantiene consensi ed, anzi, guadagna terreno. Certamente grazie alla totale assenza di effetti collaterali dei suoi rimedi, al passaparola che ne promuove i benefici e ad una nuova posizione della comunità scientifica, a favore della complementarietà tra rimedi allopatici ed olistici.
Se l'ambito delle gravi patologie, infatti, resta appannaggio della medicina tradizionale, l'omeopatia si rivela efficace per disturbi e malattie privi di lesioni organiche, ma originati da una disfunzione dei processi, come nel caso di infiammazioni, allergie, cefalee, epatiti ed ulcere, depressione, insonnia... Numerosi sono quindi i casi in cui potremo scegliere di sperimentare i rimedi omeopatici, che si prendono cura della nostra persona e mirano a riequilibrare la nostra "Lebenskraft", infondendoci vitalità e benessere...
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